Due libri di p. Seraphim (Rose)
La casa editrice "SERVITIUM" (Sotto il Monte, Bergamo) che, in collaborazione con l'associazione culturale "Interlogos" sta pubblicando da alcuni anni una preziosa collana "Ecumene" che si raccomanda per la serietà degli intenti e la accuratezza della realizzazione a tutti coloro che vogliono conoscere il pensiero cristiano ortodosso di oggi nelle sue varie espressioni.
Dopo avere pubblicato una serie di opere di teologi greci, tra cui spiccano quelle di Christos Yannaràs, la casa editrice ha scoperto una figura di un americano di origine francese che, dopo lungo vagare alla ricerca di Dio attraverso varie spiritualità oggi di moda, finalmente incontrò il Cristianesimo Ortodosso (Chiesa Russa all'Estero): Eugene Rose, divenuto poi Padre Seraphim.
Così la figura di questo personaggio viene presentata nella prefazione di una sua biografia in Inglese edita dalla fondazione che porta il suo nome:
"Padre Seraphim Rose è un uomo noto e amato oggi in tutta la Russia. Chiunque in Russia conosca qualcosa della sua fede ancestrale - il cristianesimo ortodosso - conosce il nome di Padre Seraphim. I suoi libri, dice la gente di là, cambiano la vita.
Un convertito americano all'Ortodossia che ha passato di recente diversi mesi in Russia ha scritto: "Quando incontravo dei russi, invariabilmente, dopo aver saputo che ero americano, mi chiedevano con entusiasmo: 'Hai conosciuto Padre Seraphim Rose?' _ un fatto incredibile che quasi tutti sappiano di lui, anche i bambini. Considerano Padre Seraphim, i suoi scritti e la sua testimonianza come un cardine della risurrezione della Santa Russia ai nostri giorni."
Durante l'era in cui la religione era derisa e insidiata da uno stato ateo, Padre Seraphim parlò apertamente alla gente in Russia contro lo spirito dell'ateismo internazionale, togliendo loro la vergogna della loro antica fede, dando loro la forza e il coraggio per continuare a lottare. Parlò ai loro cuori e alle loro anime in un modo che dava un senso ai loro lunghi decenni di persecuzione, di sofferenza e di purificazione. Recentemente un monaco che vive nell'antico monastero russo di Valaam ha detto: "Senza Padre Seraphim Rose saremmo tutti morti."
Ben più di dieci anni fa, le opere di Padre Seraphim giunsero in Russia dall'America, furono tradotte, e furono distribuite clandestinamente in copie dattiloscritte da un capo all'altro della Russia. Oggi, con l'avvento di una maggiore libertà, vi vengono pubblicate apertamente in quantità di massa in libri e riviste, e se ne parla alla televisione e alla radio. I suoi libri sono disponibili ovunque: persino nelle bancarelle della metropolitana e nei chioschi per le strade. Non sarebbe forse esagerato dire che egli è il più popolare scrittore ortodosso contemporaneo. Vengono dipinti i suoi ritratti; e nel monastero di Optina appena riaperto, nella stessa stanza dove il santo anziano Ambrogio riceveva visitatori come Dostoyevsky, Tolstoy e Gogol, ora è esposta una sua fotografia.
Anche in altri paesi ortodossi - soprattutto quelli un tempo dominati dal comunismo - Padre Seraphim è molto amato, le sue opere vengono pubblicate e studiate, e il suo nome è tenuto in grande riverenza. Di recente un monaco serbo ha scritto: "L'esicasta athonita e istruttore di preghiera del cuore, il Vescovo Anfilochio, disse una volta che a Padre Seraphim fu accordato il più grande dono che possa essere concesso a un uomo sulla terra: il dono del discernimento spirituale."
Chi era quest'uomo che, anche se noto soltanto a una piccola parte dell'Occidente ricco e pluralista, ha lasciato una così enorme impressione sulle terre ortodosse orientali sofferenti? Chi era questo penetrante filosofo spirituale che sembra essere emerso da qualche antico Patericon? Chi era questo monaco "del deserto" il cui nome in Russia è ora circondato da leggende sulla sua vita remota nelle foreste?
La risposta è che quest'uomo che giunse a essere chiamato Padre Seraphim Rose non era che un americano semplice, sano, e soprattutto onesto. Crebbe nella soleggiata California meridionale, a poche centinaia di miglia da Hollywood e Disneyland, da genitori che non avevano nemmeno sentito parlare dell'Ortodossia orientale. Sua madre voleva solo che avesse successo; suo padre voleva solo che fosse felice.
La storia di Padre Seraphim Rose non è solo la storia di un individuo: è la storia di ciò che può succedere alla coscienza americana, quando Dio tocca le corde del senso americano di giustizia.
L'onestà di fondo di Padre Seraphim lo rese in grado di squarciare le tenebre dei suoi tempi, non solo per i suoi fratelli americani, ma anche per coloro che abitavano in paesi lontani e perseguitati. In giovane età si ribellò contro la superficialità della società americana moderna: contro la sua mondanità, materialismo, noncuranza e borioso materialismo. Nel corso della sua ribellione prese parte all'irrequietudine, disperazione, nichilismo e sregolatezza dei "giovani arrabbiati" della sua generazione: intellettuali progressisti, artisti scapigliati e beatnik. Il suo schietto, generoso carattere da "cowboy americano," tuttavia, lo strappò alle auto-indulgenti fughe dalla realtà che i suoi coetanei stavano facendo. Anche la "fuga" nel reame esotico dell'illuminazione buddhista lasciò la sua anima vuota e desiderosa.
Fu allora che Dio rivelò Se stesso all'anima contrita di Padre Seraphim, ed ebbe inizio la conversione dalla moderna ribellione americana all'Ortodossia antica e apostolica. Quando alla fine entrò nell'Ortodossia, si tagliò alle spalle tutte le esteriorità- tutta la mondanità e la tediosa mentalità organizzativa presente anche nella Chiesa - per andare direttamente all'essenza e al cuore del cristianesimo ultraterreno. Egli ha tracciato un sentiero che altre oneste e sincere anime americane potranno seguire per dare retta al loro "senso americano di giustizia."
Ma c'era un altro aspetto di Padre Seraphim che lo rendeva particolarmente caro ai cuori dei cristiani ortodossi dietro la cortina di ferro. Come ha osservato colui che fu per tanti anni il suo confratello monastico: "Padre Seraphim era un uomo che sapeva soffrire." Egli conosceva il valore redentivo della sofferenza, lo vedeva manifestato nei martiri e confessori cristiani del suo tempo, e lo abbracciò coscientemente: non solo esteriormente attraverso le difficoltà di una vita monastica nella solitudine, ma anche interiormente, nella "sofferenza del cuore" che caratterizza il vero amore cristiano. Prima di incontrare la Verità, aveva sofferto della sua mancanza; avendola trovate, soffriva per la causa della Verità.
L'autore di queste righe è stato un figlio spirituale di Padre Seraphim, tornato tramite lui all'amore di Gesù Cristo. Anch'io avevo voluto qualcosa di più profondo di quanto veniva offerto dalla società superficiale - e dal cristianesimo superficiale - intorno a me; anch'io fui influenzato dalla ribellione giovanile dei miei tempi, e scavai nel sentiero alternativo del buddhismo. Se Padre Seraphim non mi avesse mostrato la sola vera via di uscita - troncando tutti gli ostacoli della nostra coscienza occidentale con la spada infuocata della sua sofferenza per la Verità - io potrei, come così tanti dei miei pari, vivere ancora una vita senza meta di "quieta disperazione." Forse non avrei fatto altro che seguire lo spirito dell'epoca, adattandomi a un sistema di credenze e di sintesi con il quale avrei potuto "sentirmi a mio agio."
Mentre stavo di fronte alla bara di Padre Seraphim nella sua semplice chiesa monastica, guardando l'immagine radiosa e celeste del suo viso nell'eterno riposo, versai lacrime di gratitudine, ringraziandolo "per avermi offerto la Verità": la perla di grande valore, per la quale vale la pena di vendere tutto ciò che ä in questo mondo.
Scrivendo queste righe un decennio più tardi, alla vigilia del decimo anniversario del suo riposo, vedo il tremendo potenziale di ciò che ha compiuto nella sua fin troppo breve vita di 48 anni. La mia è solo una dei milioni di vite che sono state profondamente toccate dalla sua.
Mi sento spinto a rendere noto il suo messaggio, di restituire agli altri ciò che egli mi ha dato. Come un tempo la Russia portò la pienezza della Verità - l'Ortodossia - in America, cos' è ora l'America, attraverso Padre Seraphim, a riportare indietro quella Verità da dove venne. Attraverso quest'uomo che fu un cardine della coscienza americana, l'America moderna produce, sul suo stesso suolo, un frutto dell'antico cristianesimo mistico. Si tratta di una profondità di cristianesimo che l'America per ora conosce appena: formata nel cuore silenzioso delle catacombe, nascosta da ogni tumulto e vanità terrena, e per sua natura non di questo mondo."
(trad.it.inedita di A.C.)
Oggi di lui la summenzionata casa editrice Servitium pubblica due opere:
- Nichilismo - un saggio di eccezionale lucidità sui mali del nostro tempo ormai rinunciatario della Verità e quindi condannato al male di un vuoto esistenziale ed ontologico che si fa sempre più profondo ed incurabile.
- L'anima dopo la morte - un'opera che prendendo spunto dalle ricerche ormai notissime della Dr.ssa Elisbeth Kubler-Ross e del Dr.Moody sui casi di "risveglio" dopo una certificata morte clinica, ne analizza la reale portata e il loro significato alla luce sia di una accurata indagine scientifica, sia dei dati della fede cristiana, fino a pervenire alla conclusione che queste esperienza - più simili alle cosiddette "esperienze fuori dal corpo" che non a reali esperienze dell'al-di-là, si nutrono più di concetti e linguaggio del mondo dello spiritismo e dell'occultismo che non di concetti e linguaggio "scientifici" e tantomeno cristiani. Da questo l'autore prende spunto per una accurata esposizione della più comune dottrina della Chiesa Ortodossa sulla cosiddetta "escatologia intermedia". Anche se si deve notare - ad onor del vero - che la dottrina escatologica riportata dall'autore è indubbiamente la più diffusa, ma non l'unica sostenuta dai teologi ortodossi sulla scia dell'escatologia patristica, la presentazione che ne viene fatta è accurata, precisa nei riferimenti patristici ed in genere testuali, ricca di provocazioni spirituali per un lettore occidentale. Se a qualcuno questa dottrina potrà apparire fantasiosa o mitica, il padre Seraphim previene dicendo che di ciï che va al di là del mondo della nostra percezione sensibile, la Scrittura Sacra ed i Padri hanno parlato per metafore prese dal mondo della nostra conoscenza sensibile, senza che questo non debba però significare che queste metafore non debbano essere accolte in tutta la loro serietà.
Il lettore occidentale - ancora troppo affascinato da uno scientismo di maniera, quando non incline alle fallaci esperienze della New Age - troverà nelle opere segnalate salutari antidoti.
A.S.