Sant'Alessandro di Centocelle

Icona di Sant'Alessandro
Vita di Sant'Alessandro di Centocelle
Alessandro era un Ufficiale dell'esercito Romano appartenente alla Legione dei Tiberiani. Il fatto che nel testo greco della sua Passione sia definito 'episcopos' lo ha fatto a lungo confondere con omonimi santi vescovi-martiri.Ma la parola 'episcopos' (lett. sorvegliante, soprintendente), nel nostro caso significa semplicemente Ufficiale dell'esercito. Di stanza con la sua legione a Centocelle (l'odierna Civitavecchia) durante il regno dell'imperatore romano Massimiano Augusto (286 -305) fu una delle vittime della persecuzione, breve ma violenta, che questo imperatore inflisse ai cristiani. Alessandro, che data la eta' non piu' giovanissima doveva avere nell'esercito una posizione di prestigio, fu tra i colpiti della persecuzione di Massimiano. (Tertulliano nel 'De corona militum' ci testimonia di persecuzioni tra i militari e sulla posizione di inconciliabilita' tra il giuramento di fedelta' all'Imperatore pagano e l'appartenenza alla milizia di Cristo, così come Eusebio di Cesarea, nella sua Historia Ecclesiastica ci parla a lungo delle persecuzioni nei ranghi della corte e dell'esercito da parte degli Imperatori di questo secolo, spesso loro stessi militari). Processato non desistette dalla sua fede e fu condannato. Durante il percorso verso il luogo del supplizio compi' miracoli , mentre la sua madre, Santa Pomenia, lo incitava a resistere fino all'ultimo nella professione della fede ed a non cedere nonostante le ripetute percosse e flagellazioni che riceveva. I colpi dovettero essere molti se le Sacre Reliquie testimoniano irrorazione di sangue nelle grandi ossa e nei seni paranasali sfracellati prima della morte. Avanti il momento supremo perdono' ai suoi carnefici e, come il protomartire Stefano, ebbe il privilegio di vedere i cieli aperti ed il Cristo assiso nella gloria del Padre. Da alcuni anni i suoi resti mortali sono stati da Dio glorificati con il fenomeno detto in greco "mirovlia" cioe' esalazione di profumo (Myron), ben noto nella santa Chiesa Ortodossa, cattolica ed apostolica, come testimonianza alla resurrezione ed a cui tutti siamo destinati, primi tra tutti i martiri ed i santi.
Tropario - Tono 4
Sulla tua fronte hai ricevuto un diadema
regale,
in premio alle sofferenze sopportate, o Alessandro,
martire glorioso.
Alla destra del Padre vedesti Cristo assiso,
pregalo che sian fatte salve le nostre anime!
Condacio - Tono 2
Il Figlio Unico del Padre, il Verbo nostro Dio,
ha reso forte la tua testimonianza, o Santo Martire
Alessandro:
di Te ha fatto il nostro celeste protettore
e colui che ascolta le nostre voci nelle
afflizioni
e rende salda la nostra speranza.
Megalinario
Noi Magnifichiamo Te, glorioso Martire
Alessandro.
Nel Combattimento pregasti per i tuoi
persecutori
e nella gloria vedesti Cristo Dio.
Noi adoriamo Lui e magnifichiamo Te!
Un profumo per il mondo in corruzione
Profumano inspiegabilmente le reliquie del soldato Martire Alessandro di Centocelle conservate nella Chiesa del Monastero Ortodosso di San Serafino a Pistoia.
"Lasciate che i bambini vengano..." così disse
Gesù ai suoi discepoli.
I bambini sono semplici, i bambini si fidano, le
spiegazioni che i bambini domandano non sono
complicate.
Questo non vuol dire che i bambini non interroghino.
Eccome se chiedono! Ci tempestano sempre dei loro
"perché?" su tutto.
Ma lo risposta per loro non trova valore nella
validità di un discorso logico-argomentativo
ma nella autorevolezza di chi la fornisce: "l'ha
detto IL MIO PAPA'!" quando semmai ha trovato un
momento di tempo per fermarsi a giocare con lui e ad
ascoltarlo.
Così il PADRE CELESTE: gioca con noi con
mille segni (chi si occupa di bambini sa l'importanza
e la serietà del gioco) e tra questi
(perché no?) il profumo delle ossa di un Eroe
che ha dato la vita per Lui. Non Ha scritto Davide
nel famoso Miserere (Salmo 50) che "esulteranno le
ossa umiliate"?
Il Martire non può limitarsi ad imputridire:
egli è testimone di Resurrezione ed in questo
mondo che ci ammorba con fetori della sua corruzione,
da quella delle tangenti a quella della violenza
sessuale sui minori, sparge un po' del profumo dei
prati celesti dove , come dice un'antica preghiera
"non c'è tristezza, dolore, gemito e pianto,
ma vita senza fine."
Agli uomini che soffrono, a quelli che sono
amareggiati e delusi, a quelli che lottano per le
cause giuste, Dio non si impone con segni eclatanti,
di quelli che stordiscono o lasciano senza fiato:
rispettoso della nostra libertà di credere o
no, manda un Segno, lieve come la brezza di
Elia:
ricordate nel libro dei Re: viene un terremoto, ma
Dio non era nel terremoto, poi un turbine, ma Dio non
era nel turbine; infine il profeta sente una brezza
leggera e lì avverte la presenza del Dio
onnipotente.
Come allora oggi noi siamo invitati a discernerla in
un tenue profumo di rose appassite donato a noi dalle
ossa di un Forte.
+Vescovo Silvano, Abate del Monastero di S.Serafino di Sarov